21 Maggio 1084… I #Normanni saccheggiano #Roma

Roberto_il_Guiscardo 21_MaggioIl 21 Maggio del 1084 i Normanni di Roberto il Guiscardo entrano a Roma. Provenienti dalla via Appia riescono a superare le mura aureliane (all’altezza di San Giovanni in Laterano) e percorrendo la strada che tuttora conserva il nome di Via dei Normanni, superato il Colosseo, si dirigono verso Castel Sant’Angelo dove è rinchiuso Papa Gregorio VII.

Era stato proprio il Pontefice stesso a chiamare Roberto il Guiscardo in suo soccorso, allorché Enrico IV, nel Marzo dello stesso anno, occupava Roma, costringendolo a rifugiarsi nella Mole Adriana.

Dopo aver liberato il Papa, le truppe Normanne (costituite da un esercito di 36.000 uomini), sconfiggono le truppe tedesche di Enrico IV costrette al ritiro. Da questo momento ha inizio il “Sacco di Roma”, soprattutto dell’area compresa tra il Colosseo, l’Aventino, il Laterano e l’Esquilino: vengono saccheggiate e distrutte le Basiliche di San Clemente, dei Santi Quattro Coronati e dei Santi Giovanni e Paolo.

La zona depredata rimane disabitata e la popolazione si rifugia nei pressi di Castel Sant’Angelo e della cittadella del Vaticano (più sicure e protette); da questa data il Laterano rimane isolato dal nucleo urbano di Roma e conseguentemente la sede Papale viene spostata definitivamente in Vaticano.

Gregorio VII, a seguito dei funesti eventi, viene costretto alla fuga dalla popolazione esasperata e si ritira in esilio a Salerno, dove muore l’anno successivo.

Oggi, 29 Giugno…

Oggi, 29 Giugno, nel 1936 si spenge, all’età di 52 anni, il grande attore Ettore Petrolini.

È considerato uno dei massimi esponenti di quelle forme di spettacolo a lungo considerate teatro minore, termine con il quale si identificavano il teatro di varietà, la rivista e l’avanspettacolo.

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Oggi, 28 Giugno…

Oggi 28 Giugno, nel 1954 muore la lupa nella gabbia del Campidoglio.

La “triste usanza” di collocare sul Campidoglio “in un apposito casotto una lupa vivente come emblema di Roma”, inizata nel 1872 su deliberazione del Consiglio Comunale presieduto dal Sindaco Pietro Venturi, andrà avanti fino agli inizi degli anni settanta.

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Citazione

La Tarantèlla o Tarantòla – Giggi Zanazzo

“Bisogna sta’ bbene attenta quanno uno s’addorme in campagna, speciarmente in de le campagne nostre, de nun fosse mozzicà’ da la tarantèlla, perchè si nnó vve succède un ber fatto.

Infatti, si la tarantèlla che vve mózzica è mmarita ta, allora ve pija u’ mmale che incominciate a bballà’ ccome un addannato: una specie der ballo de San Vito.

Si la tarantella è zzitella ve pija a ride’ a ride’ com’u’ mmatto; si ppoi la tarantèlla che vv’ha mmozzicato è vvedova, allora ve pija a ppiagne tarmente forte, che vve piagneressivo tutti li vostri in cariòla.

Se guarisce da ’sto male cor sentì’ la musica; infatti, quello ch’è stato mozzicato in der sentì’ li sôni, se mette a bballà’ a bballà’, ffinchè ccade per tera da la stracchezza, s’addorme e gguarisce.”

Oggi, 27 Giugno…

BeatlesOggi, 27 Giugno, nel 1965 i Beatles arrivano a Roma per una “due giorni” indimenticabile.

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Ghetanaccio – Giggi Zanazzo

“Era un celebre bburattinaro; arto, palido, vestito cor un sacchetto de cottonina e con un baretto co’ la visiera che je copriva la capoccia: e una fame, poveraccio, che se la vedeva coll’occhi. Se n’annava pe’ Roma tutt’er giorno, cor casotto su le spalle, a scutrinà’ tutti li fatti de ll’antri, pe’ ricacciacce quarche commedia pe’ li su’ bburattini. Dice, che cchi je la faceva, je la pagava.
Presempio er padron de casa lo citava, lui j’annava sotto casa sua, je piantava er teatrino sotto le su’ finestre, e lo metteva in ridicolo.

Diverse vorte è stato in catorbia, per avè’ mmesso in ridicolo puro er Guverno. Trinciava li panni addosso a ttutti senza compassione. Ciaveva uno spirito tale, e una lingua accusì pizzuta, che ttajava come un rasore.
Se n’aricconteno tanti de fatti e dde satire sur conto suo che cce vorebbe un libbro.

Basterebbe questa sola. Purcinella domannava a Rugantino:
Dimme un po’ Rugantì’, ma pperchè li signori danno a bbalia li fiji?
Per imparaje da regazzini a ssucchià’ er sangue de la povera ggente.

Ve ne vojo ariccontà’ un’antra che, ccredo, che nun sii mai stata stampata. Spesso, Ghetanaccio, era chiamato in de le case de la nobbirtà, pe’ rippresentà’ quarcuna de le su’ commediole, co’ li su’ bburattini; una vorta, de Carnovale, l’invitò ar su’ palazzo a ddà’ una rippresentazzione l’imbasciatore de Francia.
M’ariccommanno però — je disse l’imbasciatore — che nun dite tante vassallate: e cche nun fate quelli tali atti co’ la bbócca.
(Bbisogna sapè’, cche Ghetanaccio, a cciccio, sapeva tirà’ ccerte sòrbe o ppernacchie che ffaceveno rintronà’ ccasa).
E Ghetanaccio je rispose:
Eccellenza, pe’ le vassallate nun si dubbiti; ma ssi llei me lèva puro le pernacchie, allora m’aruvina. Me permetti armeno de fanne una sortanto.
Vadi per una — je rispose l’imbasciatore — Ma cche ssia unica e ssola.
Ecchete che vviè’ la sera de la rippresentazzione. Er salone de l’imbasciatore era pieno de cardinali, prelati, principi, principesse, eccetra. Incomincia la rippresentazzione. S’arza er sipario. Purcinella, vestito da re, sta in una gran sala der su’ palazzo, a scrive; entra un servitore in gran riverea, s’inchina e ppoi dice forte:
Sua eccellenza l’ambascialore di Francia!
Nun finisce l’urtima parola, che Ghetanaccio de dentro j’ammolla una sorba tale, che ffece intronà’ tutti li vetri dar salone.
Ve potete immagginà le ppaturgne de l’imbasciatore! S’arza tutto infuriato, va da Ghetanaccio e je fa:
Mascalzone! Questa è la promessa?!
Scusi, eccelenza, una erimo arimasti, che ne potevo fa’…
Sì; ma proprio in quel punto!…
E Ghetanaccio:
Eccellenza, ce stava accusì bbene!

Oggi, 26 Giugno…

800px-GhetanaccioOggi, 26 Giugno, nel 1832 muore il famoso burattinaio romano Gaetano Santangelo, detto Ghetanaccio in romanesco. Viene ricordato nella commedia musicale, “la Commedia di Gaetanaccio”, scritta da Luigi Magni, diretta e interpretata da Gigi Proietti, rappresentata al Teatro Brancaccio di Roma per la prima volta nel 1978.

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Carità cristiana – Trilussa

Trilussa“Er chirichetto de ‘na sacrestia
sfasciò l’ombrello su la schina a ‘n gatto,
pe castigallo d’una porcheria.

Che fai?!- je strillò er prete ner vedello,
Ce vò un coraccio nero com’er tuo,
pe menaje a ‘sto modo, poverello!-

-Che…- fece er chirichetto, – er gatto è suo?-
Rispose er prete: –
No. Ma è mio l’ombrello!-“

Per scoprire le date che interessano la Trilussa leggi l’Almanacco di Roma.

Oggi, 25 Giugno…

Oggi, 25 Giugno, nel 1906 il Consiglio Comunale di Roma delibera di intraprendere la costruzione e l’esercizio di un impianto elettrico municipale, composto da una centrale termica e da una rete di distribuzione per l’illuminazione pubblica, per l’illuminazione di locali municipali e per la vendita ai privati.

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La sera di San Giovanni – Giggi Zanazzo

da Voci Scomparse di Giggi Zanazzo

LA SERA DI SAN GIOVANNI
“Durante la baldoria che si usa fare in piazza di San Giovanni in Laterano, e strade adiacenti:
— La spighetta!
— Er garofoletto!
— Li capi-d’ajo!
— Lo scopijo! ecc., ecc.”
Per scoprire le date che interessano la Giggi Zanazzo leggi l’Almanacco di Roma.