#23Marzo 1492… #AccaddeOggi… #GiovanniDèMedici arriva a #Roma

Nel 1492 arriva a Roma Giovanni de’ Medici, figlio diciottenne del Magnifico, nominato Cardinale, futuro Papa; il suo ingresso per il possesso della Chiesa di Santa Maria in Domnica è un trionfo.

Accadde il 23 Marzo

Roma Antica: si svolge il Tubilustrium, festività con la quale si inaugura la stagione dedicata alle campagne militari. In realtà le date del Tubilustrium sono due: la prima, appunto, il 23 marzo, dedicata al Dio Marte; la seconda il 23 maggio, dedicata al Dio Vulcano. La cerimonia principale del Tubilustrium consiste nel “lavaggio sacro” (“lustrium”) delle “trombe da guerra” (le “tubae”), che avviene nell’Atrium Sutorium (edificio ormai scomparso nel “Foro Transitorio”) ed è accompagnato da sacrifici, giochi e rappresentazioni danzanti dei Salii, i sacerdoti del culto di Marte.

1506      Il cardinale Raffaele Riario si occupa di acquistare da Felice de Fredis, per conto di Papa Giulio II, il gruppo del Laocoonte.

1555      Muore Giulio III, nato Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Viene ricordato più dagli storici dell’architettura e dell’arte che dai teologi. Nomina infatti Marcello Cervini, futuro Papa Marcello II, Bibliotecario Vaticano, Michelangelo Buonarroti, Capo degli Architetti della Fabbrica di San Pietro ed il compositore Giovanni Pierluigi da Palestrina, Maestro di Cappella della Basilica Vaticana.

1585      Arrivano a Roma dal Giappone, dopo tre anni di navigazione, i tre sovrani di Burgo, Arima e Omura, convertiti al cristianesimo dal gesuita Alessandro Valignani, che rendono omaggio al Papa Gregorio XIII.

1743      Papa Benedetto XIV pubblica l’Enciclica “Quemadmodum Preces”, nella quale il Pontefice ammonisce che spetta solo alla Chiesa stabilire le formule delle preghiere pubbliche, anche quelle in favore dei Principi e dei Regnanti; e che l’autorità laica non ha alcun potere su quanto attiene alle questioni ecclesiastiche.

1944      Intorno alle tre del pomeriggio, esplode una bomba in Via Rasella a Roma, uccidendo 33 soldati tedeschi. L’ordine di rappresaglia sarà di eliminare dieci italiani per ogni tedesco ucciso.